Liposuzione

Autore: Dr. Dauro Reale | Data pubblicazione: 24/09/2018

La liposuzione costituisce probabilmente, in tutte le sue varianti, l’intervento chirurgico maggiormente praticato al mondo. Pianificato nelle sue caratteristiche di base fin dagli anni 80 ad opera di Illouz, sfrutta il meccanismo aspirativo di una macchina capace di creare il vuoto che, connessa ad una cannula smussa di vario calibro, lunghezza e forma, introdotta nello spessore del pannicolo adiposo sottocutaneo, è in grado, rompendo i setti fibrosi che danno struttura al pannicolo adiposo stesso, di scompaginarne la struttura, favorendo l’aspirazione degli adipociti e, in ultima analisi, riducendo quantità e distribuzione del pannicolo adiposo stesso. I molteplici appellativi con i quali è conosciuta, ad esempio lipoplastica oppure lipoaspirazione, liposcultura o smartlipo sottintendono la stessa metodica, adattata di volta in volta alle indicazioni cliniche e, inutile negarlo, alle mode del momento. L’evoluzione tecnica (e commerciale …) ha portato alla ribalta molte proposte che vanno a distinguerne numerose varietà tecniche (crioliposuzione, lipolaser o laserlipolisi, liposuzione ad ultrasuoni, micro-liposuzione, etc…) che non inficiano la tecnica di base. Le numerose varianti proposte, ad esempio la liposuzione a ultrasuoni o la laser lipolisi, avrebbero lo scopo di garantire l’efficacia della tecnica di base associandola però ad una minore invasività, promuovendo unicamente il riassorbimento degli adipociti senza danneggiare lo stroma connettivale e vascolare di sostegno. Si può quindi comprendere come l’indicazione della liposuzione sia snellire e rimodellare aree specifiche del corpo, rimuovendo definitivamente gli accumuli adiposi localizzati, promuovendo quindi il rimodellamento delle aree interessate e, in ultima analisi, ridefinendo il profilo corporeo.

Nota Importante

Entrando nella galleria immagini degli interventi di liposuzione, è possibile evidenziare l’estrema versatilità di questa metodica (e da ciò ne deriva la sua fama) capace di trattare con successo la quasi totalità delle regioni corporee, da un lato riducendo in maniera cospicua i “volumi” e d’altro lato intervenendo sui veri e propri dettagli (microliposuzione, liposcultura?) consentendo di ottenere una ridefinizione dei profili; situazioni di volta in volta diverse nelle quali ognuno di noi può riconoscersi.


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E oramai a tutti noto come la distribuzione corporea del tessuto adiposo non sia figlia unicamente di abitudini alimentari virtuose o incongrue, ma rispecchi anche elementi socio culturali di impronta familiare (è facile notare come bambini o adolescenti in sovrappeso abbiano genitori in sovrappeso) e, in prima battuta, di natura genetica. La distribuzione del tessuto adiposo costituisce uno dei cosiddetti caratteri sessuali secondari che, ovviamente, concorrono a differenziare il genere maschile da quello femminile. E’ esperienza comune che i maschi tendano ad accumulare il tessuto adiposo in eccesso nella regione dei fianchi e dell’addome, mentre nelle donne la aree privilegiate sono quelle trocanteriche, dell’interno coscia e interno ginocchia. E’ molto improbabile vedere un maschio sovrappeso con le adiposità localizzate all’interno ginocchia! E’ poi altrettanto comune esperienza che questi accumuli adiposi che tendono a rimanere esclusi dal normale turnover metabolico (e difatti rimangono pressoché invariati nonostante l’aumentare dell’età e certi sbilanci di peso), tantoché anche persone giovani e ben allenate, dal fisico tonico, possono rimanerne “vittime” Queste semplici constatazioni rendono evidente come la liposuzione, in tutte le sue varianti tecniche, possa adattarsi e gestire situazioni molto diverse, con la medesima efficacia. In un fisico tonico e ben allenato, si tratterà di rimuovere unicamente le adiposità localizzate di quel determinato distretto corporeo, mentre in altri soggetti dove differenti e più ampie sono le aree da trattare, parleremo più compiutamente di ridefinizione del profilo corporeo.Lo ripetiamo; la metodica di base è concettualmente la stessa, la tipologia e la finezza dello strumentario utilizzato le metodiche di gestione della procedura, a partire dalle tecniche anestesiologiche, la gestione del postoperatorio, faranno la differenza.

La liposuzione, come abbiamo visto, costituisce una valida opzione ed è a tutti gli effetti un intervento chirurgico a se stante. E’ vero anche però che la sua grande plasticità la rende la metodica di scelta per “accompagnare” altri interventi di ringiovanimento a carico del volto e del corpo. Parleremo in questi casi più compiutamente di liposcultura, volendo significare interventi di dettaglio per ottenere un risultato completo a tutti gli effetti. La liposuzione della regione sottomentoniera è frequentemente associata al lifting del III medio del volto e/o alla blefaroplastica. La liposuzione della regione dei fianchi, è costante corollario dell’addominoplastica completa, allo scopo di definire compiutamente la regione dei fianchi che rischierebbe di presentarsi ridondante dopo le trazioni sulle fasce dei muscoli addominali e obliqui praticate nell’addominoplastica. A questo proposito dobbiamo ricordare che nella procedura completa, la liposuzione deve assolutamente limitarsi ai fianchi, per non costituire una procedura complessivamente troppo “aggressiva” e non mettere a rischio l’integrità del lembo cutaneo scolpito. Una liposuzione più estesa, per esempio alla regione sovraombelicale, nonché mesogastica, oltre che dei fianchi, può essere programmata come corollario della miniaddominoplastica, dove lo scollamento del lembo addominale è quantitativamente inferiore, non mettendo quindi, i due interventi eseguiti di concerto, a rischio il risultato d’insieme. Un altro tipico caso in cui la liposuzione può costituire tanto la metodica di scelta, quanto un corollario atto a scolpire la regione pettorale, è la ginecomastia. In particolare, nella ginecomastia falsa, dove la ridondanza adiposa costituisce la totalità dell’inestetismo e nelle forme miste, dove all’asportazione chirurgica della porzione di ghiandola ipertrofica (vera e propria mastectomia sottocutanea) si accompagna lo sgrassamento grazie alla liposuzione della regione toracico/pettorale, allo scopo di scolpire il profilo del petto. Non sempre comunque il tessuto adiposo rimosso con la lipoaspirazione è destinato allo smaltimento. Sempre più numerose, grazie alle nuove metodiche di riutilizzo del grasso e delle cellule staminali in esso contenute, sono i casi dove il suo recupero e riutilizzo consente di intervenire in una molteplicità di situazioni, dal trattamento delle cicatrici patologiche, al riempimento di “minus” di natura traumatica o iatrogena, piuttosto che inestetismi  nell’ambito della chirurgia plastica ed estetica.

A cosa non serve

L'intervento di liposuzione non è un trattamento contro l'obesità e non è un sostituto del regolare esercizio fisico e delle buone abitudini alimentari. Tutto è tranne che un surrogato della dieta. La liposuzione deve, al contrario, agire su di una situazione il più possibile stabilizzata per poter dare i migliori risultati. Per alcuni soggetti rappresenterà il momento finale di un “percorso” psicologico, dietetico, salutistico volto al recupero di una “dimensione” che, prima che fisica, è psichica e comportamentale. Per altri rappresenterà il “salto in avanti” dopo il quale non si vorrà più ricadere negli stili di vita e negli errori del passato. Da un intervento di liposuzione non bisogna aspettarsi di perdere chissà quanti chili, anche perché il peso del tessuto adiposo è minimo. Più corretto è invece ragionare in termini di volumi, ricordando che nell’aspirato è presente sì il tessuto adiposo emulsionato, ma anche liquido di infiltrazione e, in piccola quota, sangue. I pazientiche portatori di inestetismi rappresentati da accumuli adiposi localizzati che non riescono ad eliminare nemmeno con diete rigide o con l'esercizio fisico sono ottimi candidati per questa procedura chirurgica.

Cosa aspettarsi durante la visita prelimiare

Gli inestetismi causati dalla presenza delle adiposità localizzate oppure da una incongrua distribuzione del grasso sottocutaneo, sono fonte di enorme disagio in numerosi pazienti. Di conseguenza le aspettative legate ai risultati della liposuzione sono in assoluto molto elevate. Chiaro che non tutte le situazioni sono risolvibili, i chirurghi plastici non sono maghi e le tecniche hanno dei limiti, quindi illustrare al paziente tutti gli aspetti legati alla metodica e i risultati ottenibili, è fondamentale. Oltre a un ovvio aspetto di onestà intellettuale dal quale nessun professionista dovrebbe mai deflettere, esporre con franchezza vantaggi e limiti di ogni singolo caso clinico permette di evitare fraintendimenti che metterebbero a disagio il paziente, anche a fronte di un intervento tecnicamente ben riuscito, ma legato ad aspettative di risultato non realistiche. Questo a volte frutto del desiderio dei pazienti di ottenere anche ciò che non è alla portata della tecnica e, a volte, anche della disinvoltura dei chirurghi che, privilegiando un aspetto che chiameremo “commerciale” della situazione, enfatizzano le possibilità di successo, minimizzando la realtà dei fatti. Il successo e la sicurezza dell'intervento dipendono molto dalla chiarezza con la quale il chirurgo prescelto fornirà tutte le spiegazioni necessarie ed i dettagli in merito ai limiti del risultato ottenibile caso per caso, senza omettere tutte quelle situazioni che potrebbero condizionare il risultato finale. A questo proposito, vale subito la pena di ripetere che un inestetismo che nessun intervento di liposuzione potrà mai correggere è quello della cellulite superficiale, evidenziato dal tipico aspetto a buccia d’arancia della cute. Si tratta in questo caso di un inestetismo frutto di un disturbo metabolico a carico delle cellule, su base genetica e ormonale, praticamente irrisolvibile, nonostante il fiorire di metodologie legate alla medicina estetica, fino alle terapie olistiche, che vengono continuamente proposte. Questo è un classico esempio dove le esagerate aspettative dei pazienti, legate a una superficiale disamina del caso clinico da parte del chirurgo, costituiscono la strada maestra per la disillusione di coloro che, sottopostisi all’intervento, si trovano di fronte a risultati, di per se ottimi, ma slegati dalle loro aspettative.
In sede di visita preoperatoria andranno quindi discussi:

  • Il singolo caso clinico, le aspettative di risultato ad esso legate, possibili rischi. In una parola, andrà valutato il rapporto costi/benefici
  • La storia clinica del paziente; la presenza di patologie di natura metabolica, vascolare. Tutte situazioni in grado di interferire/condizionare/ritardare i normali processi di guarigione e “restitutio ad integrum” dei tessuti.
  • Lo stile di vita dei pazienti; in dettaglio legato ad abitudini particolari quali il consumo smodato di alcolici, il fumo, l’utilizzo e i dosaggi di farmaci utilizzati a volte in maniera del tutto congrua, a volte purtroppo no, l’abuso di sostante tossiche.

da parte del chirurgo sarà opportuno:

  • Valutare lo stato di salute generale e la presenza o meno di  fattori di rischio.
  • E’ sempre buona norma documentare fotograficamente il prima e il dopo di ogni intervento, questo per rendere edotti i pazienti con un dato oggettivo, al di la della percezione personale, dei cambiamenti effettuati e del risultato estetico raggiunto.
  • Discutere le varie opzioni di tecnica.
  • Rendere ragione dei vantaggi della metodica, ma non sottovalutarne i limiti  e i rischi o le complicanze potenziali, e di ciò renderne edotti i pazienti.

Preparazione all'intervento

Andranno naturalmente prescritti gli esami ematochimici di routine, l’elettrocardiogramma e qualsiasi altra indagine lo specifico caso clinico renda necessario. Tali esami verranno valutati in ambito preoperatorio tanto dal chirurgo quanto dallo specialista anestesista, al quale spetta l’ultima parola riguardo l'effettiva operabilità dei pazienti. Peso e indice di massa corporea sono dati che fanno a pieno titolo parte della disamina del caso clinico. Al paziente verrà raccomandato, fino al divieto assoluto, di ottemperare a semplici regole le quali, più che alla medicina, fanno capo al buon senso. Un centro controllo della propria dieta e la riduzione/astensione dal fumo e dal consumo eccessivo di bevande alcoliche.
Istruzioni speciali riguarderanno:

  • Il tipo di guaina elastocompressiva da indossare successivamente all’intervento. Può sembrare un elemento di dettaglio, invece costituisce un presidio fondamentale. Innanzitutto previene, o come minimo attenua, il gonfiore postoperatorio che costituire fonte di preoccupazione e disagio. Aiuta il compattarsi dei tessuti in maniera uniforme e, in ultimo, offre ai pazienti una sensazione protettiva assai utile nell’immediato postoperatorio.
  • Ricordiamo di provvedere sempre e comunque ad essere accompagnati al domicilio all’atto della dimissione. Che si tratti di anestesia locale, o di una blanda sedazione per la rimozione di piccoli depositi adiposi, piuttosto che di un intervento in anestesia generale con ricovero e degenza notturna, è sempre buona norma, in prima battuta dettata dal buon senso, non essere soli al momento del rientro a casa. Il semplice conforto psicologico, o il banale supporto per le prime necessità costituiscono il primo passo verso un recupero ottimale.

Ricordiamo sempre che la liposuzione è un intervento chirurgico a tutti gli effetti, che richiede una specifica preparazione, oltre che tempi e modalità codificate. Per quanto a volte di minima entità e conseguentemente di basso impatto, fisicamente parlando, questa procedura, come nessun’altra deve essere sottostimata e sottovalutata. Questo vale anche per le strutture, Case di Cura, strutture di Day Hospital o ambulatori attrezzati, devono rispondere a standard di efficienza rigorosi sui quali la legge non ammette deroghe. Nessun professionista serio metterebbe a repentaglio la salute dei propri pazienti e la propria reputazione per scopi che, proprio perché intuibili, nulla hanno a che vedere con la professione medica.

Rischi ed informazioni di sicurezza

La decisione finale riguardo al sottoporsi o meno ad un intervento, compete in ultima analisi sempre e solo al paziente. Essere nei limiti del comprensibile edotti con un linguaggio non tecnico e quindi accessibile, riguardo ai risultati ottenibili, confrontarli con le proprie aspettative, le quali dopo il colloquio con il chirurgo saranno per forza di cose rivedute e corrette, non necessariamente diminuite o frustrate, affrontare insomma questo, come qualsiasi altro, intervento con la dovuta consapevolezza. Questo deve essere il fine ultimo del rapporto medico paziente. Tutto quanto affermato in precedenza viene solitamente riassunto nel consenso informato che il paziente è tenuto a sottoscrivere, naturalmente prima di essere operato, e in condizione di piena lucidità mentale e senza pressioni psicologiche esterne. Il consenso informato, è bene dirlo, non rappresenta uno scudo per il medico nei confronti del paziente e viceversa. Non protegge insomma il paziente dal chirurgo e il chirurgo da un paziente frustrato. Si tratta semplicemente di una conferma scritta di quanto paziente e medico si sono detti in sede di colloqui preoperatori. Significa che i pazienti hanno ricevuto informazioni corrette ed esaustive riguardo a ciò a cui hanno scelto di sottoporsi. Tutti questi documenti entreranno a fare parte della cartella clinica, un documento legale a tutti gli effetti.

Complicazioni e rischi:

Come qualsiasi intervento chirurgico anche la liposuzione comporta complicazioni e rischi; alcuni generici, legati alla chirurgia in se e per se, ad esempio complicazioni anestesiologiche, piuttosto che formazione di ematomi, sieromi; rischi inevitabili in procedure comunque traumatiche come quelle della chirurgia. Altre complicazioni sono invece di natura strettamente specifica, legate cioè alla procedura scelta.

  • Comparsa di irregolarità (avvallamenti, ondulazioni) sulle aree trattate. Questa complicanza, il più delle volte suscettibile di correzione con piccoli ritocchi successivi, può essere frutto dell’embricarsi di diversi fattori. In primis la tonicità dei tessuti e la loro capacità di “rispondere” all’insulto chirurgico. E’ chiaro che con la sua esperienza il professionista saprà valutatare l’impatto dei suoi gesti, ma un certo grado di risposta dei tessuti è imprevedibile. La necessità di operare con il paziente sdraiato. Questo cambia completamente, rispetto alla stazione eretta, la distribuzione e la posizione del pannicolo adiposo. Ecco perché immediatamente prima dell’intervento vengono accuratamente delimitate, in stazione eretta, con preciso disegno le zone sulle quali si interverrà. Questi parametri a paziente sdraiato cambiano completamente.
  • Infezione. Le complicanze infettive sono potenziale corollario di qualsiasi intervento chirurgico.Le condizioni di massima sterilità sono fondamentali anche per interventi quali la liposuzione. Esse devono riguardare non soltanto lo strumentario utilizzato, cosa ovvia, ma anche l’ambiente nel quale tali procedure vengono eseguite. La sottovalutazione dell’inquinamento ambientale può portare a conseguenze devastanti. Ricordiamolo sempre: si tratta di chirurgia a tutti gli effetti.
  • Eccessiva perdita di liquidi e di sangue con conseguenti ipotensione e anemizzazione. Complicazioni di questo tipo sono il classico esempio di una gestione postoperatoria superficiale e incongrua. La liposuzione viene considerata un intervento a basso impatto di conseguenza pressoché priva di rischi. L’asportazione di una notevole quantità di tessuto adiposo, per quanto emulsionato con liquido di infiltrazione, comporta la perdita di fluidi biologici che devono essere reintegrati nel postoperatorio. Tenere il paziente alcune ore o una notte in osservazione, non seve solo fare guadagnare le cliniche, ma a consentire l’effettuazione di una terapia postoperatoria adatta al trattamento ricevuto. Crisi ipotensive nell’immediato seguito dell’intervento, non sono infrequenti e vanno monitorate. Tutto questo non deve spaventare o sgomentare i pazienti. Si tratta di medicina. La medicina e la chirurgia hanno tempi, procedure e passaggi, che vanno rispettati.
  • Lesioni da calore se usato il sistema ad ultrasuoni (gli ultrasuoni generano calore)
  • Alterazione della sensibilità cutanea. Tali complicazioni sono in genere transitorie e di breve durata, ancorché la letteratura scientifica riporti casi dove tale complicazione, sotto forma di disestesia (sensibilità alterata), ipoestesia (sensibilità ridotta) e anestesia (scomparsa della sensibilità) si è manifestata in maniera permanente, a carico di alcuni distretti cutaneì trattati. Si considera una evenienza molto rara, ma va comunque fatta presente ai pazienti
  • Asimmetrie; si tratta di esiti normalmente correggibili con successo con un semplice ritocco o un secondo tempo di lipoaspirazione.
  • Trombosi venosa profonda, complicanze cardiache e polmonari; complicanze queste comuni a tutti gli interventi chirurgici.

É giusto sapere che la maggior parte degli effetti indesiderati, che si tratti di minime ridondanze locali, piuttosto che della necessità di un ulteriore tempo chirurgico per ottenere il risultato che in prima battuta non è stato possibile raggiungere, di una liposuzione possono essere corretti con un intervento secondario.

Indicazione all'intervento

Il trattamento delle adiposità localizzate, tanto in soggetti giovani che meno giovani, soprattutto se sostenute da un tono e un trofismo cutaneo almeno sufficiente, anche se non ottimale. La ridefinizione di un profilo corporeo, agendo su zone di maggiore ampiezza, la liposcultura di veri e propri dettagli, ad esempio le minime adiposità della regione sottomentoniera, rappresentano le indicazioni di scelta di questa metodica che non è, è bene ripeterlo, in alcun modo un sostitutivo della dieta.

Dovendo quindi delineare la figura di un candidato ideale,
parliamo di un soggetto adulto in buone condizioni di salute, il cui peso corporeo non ecceda mai determinati limiti, complessivamente determinato al ripristino e al mantenimento di una forma fisica accettabile
In sede di colloquio preoperatorio, non temete di porre domande,
anche quelle che vi appaiono banali. Avvicinarsi al giorno dell’intervento con le idee chiare, il che non cancella una legittima ansia per il passo che si sta per compiere, tanto quanto una legittima aspettativa positiva per il risultato finale, sono i passi fondamentali per affrontare la procedura con consapevolezza e serenità:
Prestate attenzione alle raccomandazioni del vostro chirurgo, tanto per quello che attiene al periodo preliminare, quanto al postoperatorio.
Il chirurgo non ha di per se alcun interesse nel ribaltare lo stile di vita di un/una paziente. Se in sede di colloquio preoperatorio vi venissero fornite specifiche raccomandazioni, tanto di carattere generale, ad esempio limitare il più possibile il fumo o seguire una dieta perlomeno congrua, sarebbe il caso di seguirle, o comunque manifestare chiaramente l’impossibilità o la determinazione a non farlo. Questo per evitare al chirurgo e al paziente stesso spiacevolissime sorprese. A maggiore ragione in presenza di patologie che richiedano specifiche terapie che non possono e non devono essere interrotte. Nella maggioranza dei casi sarà possibile “rimodulare” l’intervento nei suoi tempi e modalità di esecuzione.

I tempi dell’intervento (dalle fasi preliminari al tempo operatorio vero e proprio)

Cosa accade nelle fasi preliminari e durante l'intervento chirurgico di liposuzione?

Fase 1 - Anestesia

La liposuzione è una procedura versatile che consente di trattare minimi inestetismi, come distretti corporei di ampia portata. Ovviamente la scelta e il tipo di anestesia varieranno in funzione di questo, oltre alle legittime richieste dei pazienti. Anestesia locale, anestesia locale coadiuvata da una efficace sedazione, anestesia generale, sono tutte opzioni validissime che rispecchiano specifiche indicazioni e protocolli clinici. Non esistono anestesie “pesanti” e anestesie “leggere” Questi termini non hanno un reale significato. L’anestesia è solo una procedura, calibrata nelle sue caratteristiche al tipo di intervento che deve supportare.

Fase 2 - L'intervento vero e proprio

Attraverso accessi chirurgici di minimo impatto, pochi mm, facilmente celabili, vengono infiltrate in maniera congrua (che può essere anche quantitativamente cospicua, a seconda della tecnica scelta) viene praticata l’infiltrazione, allo scopo di ridurre il potenziale sanguinamento, distendere gli adipociti per renderli facilmente aggredibili dalle cannule collegate al meccanismo di aspirazione. I movimenti devono essere a raggera e non concentrati in un unico punto, allo scopo di ridurre e sgrossare l’entità del pannicolo adiposo, senza creare avvallamenti e asimmetrie.

Fase 3 - Risultati finali

La liposuzione da “il meglio di se” nel tempo. Chiaramente il primo colpo d’occhio, eseguita la prima medicazione, potrà fornire un’idea di ciò che si è ottenuto, ma per valutare il reale esito dell’intervento sono necessari mesi. Questo per il normale riassestamento dei tessuti, il riassorbimento degli ematomi che sono più estesi di quello che i lividi presenti sulla cute lasciano immaginare.

Tempi di recupero

Terminato l’intervento il paziente si “sveglierà” con indosso la guaina elastocompressiva. Questo presidio rappresenta la vera e propria medicazione e costituisce un aspetto importantissimo nell’immediato postoperatorio e nella migliore definizione del risultato finale. La guaina a compressione e elasticità graduate e differenziate assicurano il contenimento degli edemi e aiutano i tessuti a compattarsi. Le guaine vanno indossate continuativamente per un periodo non inferiore alle due settimane e, con brevi intervalli, almeno per altri trenta giorni. In questo modo i tempi di recupero verranno quanto possibile accelerati.

Ulteriori informazioni particolareggiate riguarderanno:

  • Come prendersi cura delle aree trattate, anche se normalmente non sono necessarie precauzioni particolari. Fino alla rimozione dei punti le guaine devono rimanere in posizione. Dopo la rimozione sarà possibile attendere alla normale igiene personale.
  • Le terapie farmacologiche indicate e quant’altro ritenuto dall’equipe medica necessario.
  • Le scadenze e i tempi dei successivi controlli. Ricordiamo che per riprendere una vita pressoché normale, saranno necessari pochi giorni di riposo domiciliare. Per l’esercizio fisico intenso, meglio pazientare almeno trenta giorni.

Una volta a casa
In caso di mancanza di respiro, dolori al petto, o battiti cardiaci anomali, consultate immediatamente un medico.
La medicina e la chirurgia non sono una scienza esatta. Sebbene siano attesi buoni risultati, non vi è alcuna garanzia di risultato. In alcune situazioni, può non essere possibile ottenere risultati ottimali con un unico procedimento chirurgico e può essere quindi necessario un altro intervento.

Risultati a lungo termine

Come già precedentemente accennato, questa procedura fornisce i migliori risultati su tempi lunghi. Il completo riassestamento dei pannicoli adiposi traumatizzati, il completo ripristino del pattern vascolare e linfatico, con conseguente ripristino completo del drenaggio linfatico e quindi la totale scomparsa degli edemi e degli ematomi, richiedono mesi. E’ un lavoro “oscuro” di guarigione dall’interno, della quale i pazienti non sempre hanno percezione, che è però importantissimo per la definizione del risultato finale.

Terminologia tecnica

  • Cannula: Un sottile tubo cavo, di diametro, lunghezza e curvatura variabili, utilizzato durante la liposuzione per aspirare il grasso in eccesso.
  • Lipoplastica: Un altro termine per la liposuzione.
  • Liposuzione: Chiamata anche lipoplastica o lipectomia addominale, questa procedura aspira il grasso da sotto la superficie della pelle per ridurre il volume.
  • Liposuzione tumescente: comporta una infusione di particolare quantità di soluzione fisiologica con adrenalina e possibilmente anestetico, allo scopo di ridurre ai minimi termini il sanguinamento. S tratta di procedure adatte per la rimozione di grandi volumi e necessitano di una preparazione e gestione postoperatoria di alto livello.
  • Lipoplastica assistita ad ultrasuoni: Conosciuta anche come liposuzione ad ultrasuoni, utilizza l'energia ultrasonica per liquefare il grasso in eccesso prima dell' aspirazione chirurgica.
  • Lipolaser: utilizza il laser per sciogliere il grasso che poi viene aspirato con la cannula

Liposuzione Info utili..

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Dr. Dauro Reale
Specialista in
chirurgia estetica e plastica

Ultima revisione di Dr. Dauro Reale 24 Settembre 2018



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