Lipostruttura

La lipostruttura, definibile propriamente autotrapianto di grasso e in passato nota come lipofilling, dal quale modernamente si é differenziata per il pre-trattamento del grasso prelevato da trapiantare e che consiste in una particolare tecnica di centrifugazione di questo grasso, ha oggi di fatto ritardato il timing del lifting facciale lasciando a questa tecnica più invasiva il ruolo di ultima ratio nel ringiovanimento del viso.
La lipostruttura del viso infatti non solo viene utilizzata solitamente come tecnica integrativa del lifting facciale ( il lifting rimette in tensione le strutture molli del viso mentre la lipostruttura riesce a migliorarne il trofismo, simulando una miglior tonicità delle strutture per la sua funzione di riempitivo e di rivitalizzante dovuta all'attività delle cellule staminali adulte di cui è ricco il grasso utilizzato ), ma viene utilizzata anche in alternativa allo stesso lifting facciale quando il cedimento delle parti molli del viso non è ancora particolarmente evidente.

Nota Importante
La lipostruttura peraltro è indicata anche in tutte le condizioni estetiche ( o antiestetiche ) nelle quali ci sia necessità di colmare dei "minus", come spiegheremo nel dettaglio più avanti. Ma se volete rendervi conto con un colpo d'occhio delle varie possibilità espressive della lipostruttura entrate senza indugio nella galleria immagini e provate a immaginare come risolvere i vostri problemi individuando tra i vari interventi di lipostruttura del viso e di lipostruttura del corpo da me eseguiti quello più inerente al caso vostro.
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Se vogliamo fare un paragone con un'altra regione corporea, è un po' quello che avviene nel seno: se il rilassamento del seno non supera un certo grado di ptosi riusciamo a cavarcela solo con una mastoplastica additiva ( protesi anziché pessi, come nel viso lipostruttura anziché lifting facciale).

La lipostruttura del viso quindi come tecnica alternativa di ringiovanimento del viso o come tecnica integrativa del lifting facciale segue come indicazioni quelle che si potrebbero fare per il restyling del seno: il cedimento delle strutture non deve essere eccessivo.

I vantaggi nel surrogare il lifting facciale con una semplice lipostruttura sono evidenti e sono sia economici ( la lipostruttura costa due o tre volte di meno rispetto al lifting facciale ) sia sostanziali, in quanto la lipostruttura rappresenta una tecnica veramente mini invasiva.

In virtù di queste considerazioni si può immaginare come la lipostruttura sia molto richiesta come primo step nella chirurgia del ringiovanimento del viso anche perché in verità ha il vantaggio di comportare tempi di recupero molto limitati.

La lipostruttura è l'evoluzione del lipofilling (da lipo filling - grasso riempimento).
Lipostruttura è un termine spesso usato come sinonimo di lipofilling del quale in realtà rappresenta un'evoluzione della metodica.
La lipostruttura è la metodica che consiste nel modellamento di un'area del corpo con l'utilizzo del proprio grasso corporeo.
La lipostruttura, come metodica, consiste, come prevedeva il lipofilling, nel prelievo di una determinata quantità di grasso con una siringa aspirante connessa a una cannula da lipoaspirazione e nel suo trasferimento per infiltrazione ( filling ) nell'area da trattare, dopo una centrifugazione di alcuni minuti.
La lipostruttura si differenzia dal semplice lipofilling per questo pretrattamento ( la centrifugazione ) e per la modalità di impianto del grasso pretrattato.
Nella moderna tecnica della lipostruttura, il grasso centrifugato viene iniettato ( auto trapiantato ) per "sgocciolamento". Una certa quantità di grasso preparata in siringhe da 1 o al massimo da 3 cc, viene delicatamente spremuta, goccia a goccia con movimenti di va e vieni, nell'area da trattare, avendo cura di variare posizione in tutte e tre le dimensioni dello spazio, per ogni goccia di grasso trasferita.
La tecnica di filling di tessuto adiposo, nella lipostruttura, prevede che il grasso trasferito venga iniettato a parità di volume ( 1 cc per esempio ) in un volume ricevente ( l'area da trattare ) che risulti, come effetto della tecnica per sgocciolamento, il più ampio possibile, al fine di garantire al grasso trasferito la più ampia superficie di contatto.
La lipostruttura, con la tecnica del trasferimento per sgocciolamento che assicura alla maggior parte delle cellule adipose trasferite un intimo contatto con il tessuto ricevente, consente alle cellule adipose trapiantate una maggiore probabilità di sopravvivere e quindi di rimanere in sede permanentemente. Questo perché il contatto degli adipociti, trasferiti col filling secondo la tecnica per sgocciolamento, col tessuto vitale dell'area ricevente consente in poche ore ( 24-48 ore ) la formazione ( neoformazione ), con le cellule adipose trasferite, di un network vascolare che consente il nutrimento di queste cellule appena trasferite e quindi la loro sopravvivenza. Per le cellule trasferite, invece, che non avessero trovato il contatto diretto col tessuto vitale ( tutte quelle cellule ad esempio all'interno di una grossa goccia adiposa ), il loro destino sarebbe di essere riassorbite in pochi mesi ( 3-4 mesi ) per non essere state "sostenute" cioè nutrite in tempo utile, ossia dopo le prime 24-48 ore attraverso la nuova formazione del citato network vascolare, necessario per il trasferimento, dal tessuto vitale ricevente, degli elementi necessari alla sopravvivenza ( ossigeno, elettroliti, acidi grassi, glucosio, amminoacidi ecc ) di provenienza dal circolo ematico.

Lipostruttura e fillers

La tecnica della lipostruttura consente di evitare che le cellule adipose trasferite ( per autotrapianto ) si comportino come un semplice filler, al pari dell'acido ialuronico o del collagene.

La lipostruttura consente cioè di far attecchire il grasso trapiantato, prima che questo degeneri a causa di un mancato nutrimento ( ossigeno ecc ) apportato con circolo ematico.

La tecnica della lipostruttura per sgocciolamento, consentendo un intimo contatto degli adipociti trapiantati e il tessuto ricevente, crea il presupposto in base al quale, nel più breve tempo possibile ( 24-48 ore ), le cellule trapiantate vengano nutrite attraverso il microcircolo neoformato, prima di soccombere per asfissia. Il massimo tempo di attesa prima di degenerare da parte di una cellula trapiantata sarebbe di pochi minuti, in condizioni sfavorevoli ( quelle ad esempio rappresentate, per una eccessiva attesa prima di essere trasferite, in un habitat inidoneo quale quello di un contenitore esposto ) ma di alcune ore se in condizioni favorevoli ( quelle rappresentate dalla possibilità di essere ossigenate per "diffusione") se subito trapiantate in un tessuto vitale, ben irrorato e con lo stesso tessuto ben a contatto in tutte le sue parti. Dopo questo limite temporale, la formazione di un nuovo microcircolo consente l'ossigenazione e la nutrizione stabile del tessuto trapiantato, il che significa la sua sopravvivenza.

Lipostruttura e lipofilling

La lipostruttura si differenzia quindi dal lipofilling, per la modalità di trasferimento del grasso prelevato ( in bolo nel lipofilling e per sgocciolamento selettivo nella lipostruttura ), per il pretrattamento del grasso prelevato ( la centrifugazione ) e per tutti gli accorgimenti utili a favorire la sopravvivenza e quindi la permanenza stabile, in sede di trapianto, del grasso trapiantato.

Lipostruttura e cellule staminali

Nella metodica della lipostruttura la centrifugazione ha lo scopo di eliminare il siero, il sangue, gli acidi grassi consentendo di ottenere una "pappa" concentrata di adipociti e soprattutto di cellule staminali adulte di cui il grasso è ricco.
Nella metodica della lipostruttura le cellule staminali adulte hanno lo scopo di accelerare la neoformazione vascolare necessaria all'attecchimento di una quota percentuale più elevata degli adipociti trapiantati.
è naturale che se il grasso prelevato con la lipoaspirazione non venisse centrifugato ( come avviene invece nella tecnica della lipostruttura ), a parità di volume trapiantato, una percentuale maggiore di volume non cellulare ma " di scarto" ( siero, sangue, acidi grassi ecc ) verrebbe trasferito e comporterebbe una minor quota percentuale di volume permanente ( quello con possibilità di attecchire ). Inoltre, nella tecnica della lipostruttura, l'elevata concentrazione di cellule staminali adulte ottenuta con la centrifugazione, garantisce alle cellule trasferite ( gli adipociti ) di essere supportate nel più breve tempo possibile dal nuovo circolo, la cui neoformazione è stimolata appunto dalle cellule staminali adulte.
La tecnica della lipostruttura si avvale anche di tutti gli accorgimenti che consentono di facilitare l'attecchimento delle cellule trapiantate, come ad esempio, la delicatezza delle manovre di aspirazione e di filling, onde evitare il più possibile danni cellulari da trauma. Importante è anche la velocità dell'intera operazione, affinché le cellule prelevate non rimangano esposte ( cioè senza nutrimento ) in un habitat improprio ( sul tavolo operatorio ) prima di essere trapiantate e quindi non abbiano a subire danni.. Questo comporterebbe il non attecchimento e quindi la non stabilità del trapianto, che nel giro di pochi mesi verrebbe riassorbito.

Lipostruttura e stabilità del risultato

La lipostruttura, se eseguita correttamente, consente di ottenere un risultato superiore al 50% di tessuto attecchito e quindi stabile.
Il segreto, in definitiva, per ottenere un buon risultato con la tecnica della lipostruttura, è una grande pazienza nel trasferimento del grasso prelevato e pretrattato, goccia a goccia nell'area da trattare.
Se sono stati appresi tutti i dettagli relativi alle possibilità della lipostruttura, risulterà chiaro che per un certo volume di grasso da trapiantare, sarà necessario anche un certo volume di tessuto disponibile a ricevere il trapianto, da parte dell'area ricevente. Infatti, ben difficilmente sarebbe possibile far attecchire un grosso volume di grasso iniettato a "bolo" ad esempio in un "buco" causato da errate manovre chirurgiche ( esiti di lipoaspirazione ), perché in tal caso la maggior parte degli adipociti trapiantati non avrebbero la possibilità di essere supportati in tempo dalla neoformazione vascolare trovandosi "chiusi" in se stessi, non potendo cioè essere ben distribuiti nel volume opportuno, in assenza di tale volume. In questi casi, quindi, sarà necessario procedere per gradi e cioè trapiantare in un primo tempo poco grasso, dopo tre mesi un altro poco e così via. Al fine di riuscire, un poco per volta, a far attecchire la quantità sufficiente di grasso utile al modellamento del difetto.
Prima dell'avvento della lipostruttura che è entrata in uso da pochi anni, la metodica era nota come lipofilling ed era apparentemente simile, ma mancavano gli elementi concettuali fondamentali. Mancava cioè la nozione/concezione delle cellule staminali e quella della tecnica per sgocciolamento, come elementi concettuali fondamentali per comprendere ( e ottenere ) l'attecchimento stabile del grasso impiantato. Con la vecchia tecnica del lipofilling, il trasferimento del grasso aveva lo scopo esclusivo del riempimento temporaneo, dato il riassorbimento quasi completo del grasso impiantato.

Lipostruttura indicazioni

La lipostruttura è indicata sia per il ringiovanimento del viso, che per il riempimento ( definitivo, nel limite del 50% circa del grasso trapiantato ) di aree depresse o ipoplasiche ( poco sviluppate ) del viso e del corpo.

Lipostruttura e ringiovanimento del viso

La lipostruttura nel ringiovanimento del viso è indicata sia come procedura isolata, sia in associazione con il lifting o con la semplice blefaroplastica.
Quando l'invecchiamento del viso è ancora allo stato iniziale, la lipostruttura presenta un'indicazione elettiva per sostenere le aree depresse delle regioni zigomatiche ( lipo lifting ), per riempire i solchi nasogenieni e per ridurre l'apparenza delle iniziali pieghe ai lati della bocca.
La lipostruttura produce un notevole miglioramento dell'aspetto del viso, non solo nel breve periodo, ma anche e soprattutto nel lungo periodo in virtù delle cellule staminali adulte delle quali il grasso trapiantato è ricco e che hanno la proprietà di stimolare la crescita di nuovi piccoli vasi sanguigni e quindi di rivitalizzare i tessuti. Sembrerebbe che in virtù delle cellule staminali, che con la lipostruttura vengono trapiantate, si avrebbe anche la formazione di nuovo collagene dalle caratteristiche più giovani ( più fibre elastiche ). In effetti il miglioramento dell'aspetto della pelle è evidente dopo una lipostruttura, non solo per effetto della distensione delle rughe sottili dal volume impiantato, ma anche per una nuova luminosità che viene ad assumere la pelle.
La lipostruttura è particolarmente indicata anche per il rimodellamento delle labbra. A differenza dei comuni fillers, tanto utilizzati sul vermiglio, la lipostruttura consente di aumentare in modo naturale e definitivo le labbra in toto. I fillers, invece, se iniettati nel contesto del labbro ( che è tessuto muscolare ricco di vasi sanguigni ) verrebbero riassorbiti quasi subito.
La lipostruttura consente di migliorare anche le occhiaie ( le depressioni a livello del bordo orbitario ) sotto gli occhi e ai lati del naso.
Se consideriamo che le trasformazioni principali dovute all'invecchiamento consistono in una redistribuzione dei tessuti adiposi ( alcune regioni, come le aree zigomatiche, si impoveriscono di grasso ed altre regioni come i fianchi o la pancia si appesantiscono ), oltre che a un invecchiamento dei tessuti, la lipostruttura si presenta come il vero rimedio naturale che elimina le cause stesse dell'invecchiamento, consentendo una redistribuzione dei volumi adiposi e una rivitalizzazione dei tessuti invecchiati.

Lipostruttura e incremento dei volumi corporei

L'indicazione della lipostruttura per aumentare il volume delle mammelle è stata individuata di recente. Per molto tempo è stata considerata a rischio, per quanto riguarda la possibilità di falsi positivi nelle indagini strumentali ( ecografia, mammografia, risonanza magnetica, tac ) nello screening del carcinoma mammario. Uno degli elementi considerati diagnostici, nella lettura delle indagini strumentali, sono le micro concrezioni di calcio ( micro calcificazioni ), come espressione di possibile natura tumorale di certe neoformazioni nel contesto del parenchima mammario. La lipostruttura, che si basa sul filling di tessuto adiposo, può dare luogo a micro calcificazioni, dovute al riassorbimento delle cellule adipose non attecchite. Più recentemente è stato affermato che le calcificazioni, dovute al riassorbimento necrotico degli adipociti trapiantati con la lipostruttura, hanno più le caratteristiche di macro calcificazioni piuttosto che di micro calcificazioni e quindi è stato dato il "via libera" anche alla lipostruttura per aumentare il volume delle mammelle.
Ad evitare qualsiasi discussione si tende, nel caso di aumento del volume delle mammelle con la lipostruttura, ad evitare la ghiandola mammaria, trapiantando il grasso nel muscolo pettorale, nel sottocute, nello spazio sub dermico, nello spazio sotto fasciale ( fascia dei muscoli pettorali ). Il presupposto per cui la lipostruttura nell'aumento di volume delle mammelle possa essere presa in considerazione è che la paziente sia "provvista" di grasso ( ce ne vuole almeno mezzo litro ) e che non pretenda grandi aumenti.

Lipostruttura aumento seno indicazioni

Quando una paziente che desidera aumentare il volume del proprio seno, non sopporta l'idea di avere dentro di sé un corpo estraneo, la lipostruttura può fare al caso suo, con i limiti discussi poc'anzi.
La lipostruttura è particolarmente indicata, idiosincrasia delle protesi mammarie a parte, anche quando la morfologia della mammella è stata modificata da un intervento chirurgico demolitivo, come la quadrantectomia. La possibilità di rimodellamento selettivo da parte della lipostruttura, supera di gran lunga la possibilità riabilitativa dal punto di vista estetico, offerta dalla comune protesi mammaria che in caso di deficit parziali di tessuto mammario, non riesce a ridare il volume mancante, mentre la possibilità di ripristinare una forma naturale è meglio garantita dalla lipostruttura che può comportarsi come una protesi "su misura".
Se consideriamo che spesso il tessuto mammario residuo è stato soggetto a trattamento radioterapico, l'utilizzo della lipostruttura come tecnica di ripristino di forma e volume della mammella, dopo quadrantectomia ( ma anche dopo mastectomia completa ), ha anche un significato terapeutico oltreché costituire la soluzione più sicura e meno invasiva. Dopo un trattamento radioterapico, infatti i tessuti, anche se non presentano la sindrome radiodermitica ( sofferenza tissutale da angiosclerosi causata dal danno da radiazioni, per cui la cute, ma anche i tessuti sottostanti spesso si piagano e stentano a guarire ), sono tuttavia poco vitali e mal sopportano il "lavoro" aggiunto di sopportare un corpo estraneo ( la protesi ). La lipostruttura oltre a non essere un corpo estraneo, in virtù delle cellule staminali adulte di cui è ricco il grasso trapiantato, stimola la neoformazione di vasi sanguigni e con ciò risponde in modo terapeutico all'insufficienza del microcircolo propria del tessuto irradiato.
Quando una regione mammaria che necessita di ricostruzione è stata irradiata, in alternativa alla lipostruttura può essere trattata con apporto di lembi complessi muscolo cutanei ( lembo di gran dorsale o lembo addominale, peduncolati, cioè trasferiti in sede di ricostruzione mediante rotazione sul loro peduncolo vascolare oppure "liberi", cioè trasferiti per distacco e "riattacco" con tecnica microchirurgica ). É intuitivo come le tecniche alternative alla lipostruttura siano molto più invasive e lesive dei siti donatori dei lembi utilizzati ( regione addominale o dorsale ). La tecnica della lipostruttura, non solo non è assolutamente invasiva, ma addirittura produce dei sensibili miglioramenti a livello dei siti donatori, quando questi presentano eccessi adiposi antiestetici che con la fase del prelievo del grasso ( primo step della lipostruttura ), vengono nello stesso tempo rimodellati.
Ovviamente, in caso ( caso che costituisce la regola ) di necessità di un certo volume di grasso da auto trapiantare, la lipostruttura deve essere praticata più volte a distanza di 3-4 mesi una dall'altra, per ottenere il risultato più soddisfacente.

Lipostruttura e casi particolari di impiego dell'autotrapianto di grasso nella regione mammaria

Nella sindrome di Poland ( aplasia della mammella e talvolta anche dell'areola e del muscolo gran pettorale ) che colpisce sia la donna che il maschio, la ricostruzione con lipostruttura dà risultati molto soddisfacenti, specie nell'uomo dove la protesi mammaria non potrebbe mai ripristinare la particolare forma della mammella maschile, mentre la lipostruttura con la sua possibilità di fine rimodellamento può ottenere un risultato estetico sovrapponibile alla normalità.
Nel pectus excavatum ( depressione a livello sternale, tra le mammelle, che può colpire sia la donna che il maschio ) la lipostruttura può costituire una alternativa valida ( di prima scelta ) a complessi interventi chirurgici che prevedono per la ricostruzione della parete toracica accessi chirurgici complessi con tanto di stereotomia e rimodellamento delle strutture rigide, cioè tecniche molto invasive.

Lipostruttura e altre patologie con dimorfismo nelle varie parti del corpo

Nell'atrofia facciale bilaterale o più spesso nell'atrofia emifacciale ( sindrome di Romberg ) il viso si presenta senza sottocute e quindi scarno, scheletrico. La lipostruttura risolve molto bene questa sindrome.
Nell'atrofia da terapia anti HIV il sottocute del viso si presenta atrofico e scheletrico. Anche qui la lipostruttura presenta un'indicazione elettiva.
Nelle complesse malformazioni cranio facciali ( sindrome di Franceschetti-Klein o di Treacher Collins ecc ) che presentano ipoplasie severe della regione zigomatica, la lipostruttura può surrogare importanti soluzioni chirurgiche molto più invasive.
Negli esiti da poliomielite, l'atrofia muscolare di una gamba può trarre molto miglioramento da uno o più trattamenti di lipostruttura, così come l'ipolasia della regione glutea.

Lipostruttura ed estetica del corpo

La lipostruttura è andata via via sostituendo tecniche più invasive nel migliorare inestetismi tipici di alcuni difetti corporei come il sedere piatto, gli zigomi piatti.

Mentre le protesi glutee comportano molti rischi di complicazioni data la particolare sede di impianto delle protesi ( la regione glutea è sede di trauma e di lavoro nella postura seduta ), rischi che contemplano il decubito della protesi, mobilità della protesi durante il cambiamento di postura sotto l'azione della potente muscolatura glutea, che significa inestetismo visibile, la lipostruttura riesce a modellare in modo naturale e senza alcun rischio tale regione del corpo. Lo stesso dicasi per quanto riguarda le regioni zigomatiche. Le protesi zigomatiche possono causare fastidio per compressione sui nervi infraorbitari. Mentre la lipostruttura è priva di fastidi dato che il grasso è morbido e si integra stabilmente con i tessuti circostanti.
Anche il mento sfuggente può essere migliorato nella sua proiezione con uno o due trattamenti di lipostruttura.
Ma sicuramente il campo di applicazione della lipostruttura resta il viso, per quanto riguarda l'aumento degli zigomi, come già detto, ed anche delle labbra, ma soprattutto per quanto riguarda i segni dell'invecchiamento che con la lipostruttura possono essere in gran parte cancellati.
Un'altra applicazione singolare ma soprattutto esclusiva della lipostruttura è data dall'autotrapianto di grasso nel sottocute del dorso delle mani per renderle più giovani.

Lipostruttura e cicatrici deturpanti

La caratteristica delle cicatrici deturpanti in base alla loro sede è di limitare la funzione articolare quando sono in prossimità di un'articolazione, la funzione muscolare quando per la loro durezza e mancanza di elasticità non consentono ai muscoli di svolgere in pieno e in modo efficace la loro funzione contrattile. Ciò ha un equivalente estetico molto importante, nelle regioni esposte come il viso o il collo.
Recentemente si è sperimentato che trattamenti ripetuti di lipostruttura migliorano anche di molto la qualità delle cicatrici, rendendole più elastiche e più morbide. Un particolare ambito di impiego della lipostruttura è attualmente offerto dagli esiti di ustioni al viso e al corpo.

Lipostruttura e smagliature

Le smagliature sono costituite da vere e proprie fratture della componente dermica, per cui la sede "smagliata" si presenta con le classiche striature prima rosee e poi stabilmente biancastre, nell'ambito di una depressione dovuta all'assenza dello spessore della componente dermica. L'iniezione nel contesto delle smagliature di grasso autologo adiuvato da gel piastrinico e da derma artificiale, ha dimostrato una certa utilità. I dati tuttavia sono troppo scarsi per consentire una valutazione scientificamente sufficientemente documentata sugli effettivi risultati, ma le premesse sembrano incoraggianti.

Lipostruttura e tecniche associate

Abbiamo spiegato come il fondamento della lipostruttura ( evoluzione del vecchio lipofilling ) sia l'attecchimento del grasso trapiantato e come questo attecchimento necessiti della neoformazione di una rete di sottili vasellini necessari per il trasporto delle sostanze nutritizie ( ossigeno ecc ) prima che le cellule trapiantate ( gli adipociti ) degenerino, dopo essere temporaneamente sopravvissute nutrendosi semplicemente per contatto ( per diffusione ) con i tessuti vitali sede dell'impianto. Si è sperimentato che le piastrine contengono numerosi fattori di crescita che favoriscono e accelerano la tanto desiderata neoformazione di piccoli vasi. É nato così il noto PRP ( Plasma Ricco in Piastrine ), cioè gel piastrinico o pappa di piastrine che introdotto insieme al grasso ne faciliterebbe l'attecchimento. La metodica è nello stesso tempo semplice e complessa, in termini di autorizzazioni che prevedono il rispetto di protocolli molto severi, trattandosi di manipolazione di sangue e di emoderivati.

Lipostruttura e interventi associati

L'intervento al quale la lipostruttura si associa quasi di routine ( almeno per chi condivide i benefici della lipostruttura ) è il lifting facciale. Da quando mi sono convinto che il semplice "stiramento" della pelle non produceva particolari risultati, associo sempre la lipostruttura al lifting facciale, rendendo il viso naturalmente più giovane.

Lipostruttura e liposuzione

La lipostruttura è l'unica soluzione ai danni da liposuzione. Quando una liposuzione ha prodotto depressioni e avvallamenti, la lipostruttura è in grado di porvi un valido rimedio.


Lipostruttura Info utili..

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Dr. Dauro Reale
Specialista in
chirurgia estetica e plastica

Ultima revisione di Dr. Dauro Reale 24 Settembre 2018



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