Mastoplastica additiva ritocco gratuito

Spesso mi arrivano richieste di ritocchi gratuiti, su esiti "incompiuti" di interventi eseguiti da altri colleghi chirurghi.....la speranza è l'ultima a morire si diceva e si continua a ripetere, ma è anche vero che la madre degli "sciocchi" è sempre incinta.....
Vediamo di fare chiarezza.

La chirurgia estetica ma direi tutti i prodotti dell' "umano" sono perfettibili quando non sono assolutamente fuori "registro".

Nel caso della chirurgia estetica ci troviamo di fronte a una fattispecie assolutamente particolare: nulla si può dare per scontato. Anche a fronte di un intervento ben eseguito il paziente può essere insoddisfatto. Ad esempio, nel caso di una mastoplastica additiva la paziente può pentirsi di essersi raccomandata e quindi di aver richiesto di avere un seno naturale, che non si vedesse troppo... ( che si traduce spesso in una taglia più piccola di quanto invece poi si rende conto di aver desiderato, una volta superato lo stress psicologico del rischio di cambiare troppo la propria figura corporea). In genere è questo che accade. In tal caso il ritocco gratuito della mastoplastica additiva non comprende il costo vivo delle protesi e la paziente nemmeno lo pretende se sa benissimo di essere responsabile della sua insoddisfazione. è chiaro che in un caso simile offrire il ritocco gratuito per una mastoplastica additiva eseguita lege artis è solo espressione di liberalità da parte del chirurgo e rientra in una politica di investimento sulla propria immagine e sulla sicurezza dell' "indirizzo" che eroga il servizio, cioè sul chirurgo.

Poi ci sono i casi di contrattura capsulare periprotesica che giungono a creare dolenzia e che sono avvertiti fastidiosamente dalla paziente fino a modificare la forma del seno ( tale tipo di contrattura si definisce a seconda della gravità in grado terzo e quarto secondo Baker). Anche in tal caso il ritocco della mastoplastica additiva se gratuito arriva come una benedizione per la paziente anche se non dovuto, ma in tal caso spesso è preteso dalla paziente anche se nel consenso scritto e sottoscritto dalla stessa, tale eventualità è ben specificata tra le cause più probabili della necessità di una revisione chirurgica.

Altra situazione si profila quando il ritocco gratuito di una mastoplastica additiva è una benedizione per il chirurgo che percepisce di aver commesso degli errori e che quindi col ritocco si garantisce di non incorrere in antipatiche contestazioni legali. Ma è anche un vantaggio per il paziente onesto questa opportunità, in quanto il margine di ragione spesso non è ben delimitato e il rischio di veder riconosciute le proprie ragioni in una aula di tribunale specie nel nostro paese.... è una realtà che sperimentiamo quotidianamente attraverso i resoconti dei media ( sentenze ribaltate di routine in appello...).

I casi in sintesi che necessitano di una revisione o che semplicemente possono dare maggior soddisfazione al paziente attraverso una revisione chirurgica sono moltissimi: variazione misura delle protesi, asimmetrie mammarie ( talvolta in quanto non si sono apprezzate diversità preesistenti di volume delle mammelle che avrebbero posto indicazione a misure protesiche diverse tra un seno e l'altro ), percezione della o delle protesi al tatto ( wrinkling ), asimmetria della posizione dei solchi inframammari, asimmetria di posizione delle protesi ( una puo risultare più alta dell'altra specie se le protesi vengono posizionate in sede retromuscolare ove la dinamica di un muscolo gran pettorale condizionata anche da un certo grado di contrattura capsulare può comportare un inestetismo del genere ). Possono risultare anche "sfondamenti" mediali con conseguente sinmastia dovuta a errato confezionamento delle tasche protesiche.

Il ritocco gratuito della mastoplastica additiva va considerato sotto diversi punti di vista: quello del paziente e quello del chirurgo in primis e inoltre dal punto di vista economico, inteso in termini di spesa, in termini strategia commerciale, in termini di convenienza per il chirurgo, in termini di convenienza per il paziente.
Il cliente ha sempre ragione diceva un adagio nella politica condivisa del commercio e in un certo senso questo modo di proporsi nei confronti dei pazienti "ripaga".

Dopo tanti anni di esercizio professionale e dopo tante discussioni ( le discussioni sorgono quando da una parte il chirurgo ha consapevolezza di aver operato molto bene, di aver "preparato" il paziente molto bene e quindi di non aver trascurato nulla ma dall'altra parte quando pur tuttavia il paziente insoddisfatto non ritiene di dover sborsare ancora dei soldi per avere il risultato atteso ) dovute ad insoddisfazione del paziente del risultato ottenuto, anche per cause assolutamente non imputabili a malpractice, personalmente sono arrivato a un "traguardo" che ritengo straordinariamente interessante. Se un paziente non è soddisfatto per qualsiasi motivo, io lo seguo senza ulteriori oneri di spesa, nei suoi desideri a prescindere da qualsiasi mia responsabilità. Questa mia personale disponibilità ad eseguire un ritocco gratuito per una mastoplastica additiva ( con esclusione del costo delle protesi nel caso e solo in quel caso, che il paziente riconosca la propria responsabilità nell'avermi chiesto in prima battuta protesi diverse ) discende da alcune considerazioni del tutto personali.
Il mio potere di "acquisto" nei confronti delle cliniche nelle quali opero ( opero molto ovviamente ) è tale da avermi consentito di non dover pagare nulla per i ritocchi, di qualsiasi genere anche anni dopo l'intervento. Si tratta squisitamente di un rapporto economico atipico ma che comunque segue la nota regola: do ut des.

Il mio piacere di avere nella mia memoria SOLO pazienti soddisfatti è superiore a quello che ritengo il vantaggio di un "volgare" calcolo economico che alla fine dei conti, se mi facessi pagare qualche ritocco ( per la verità i miei ritocchi non sono molti...) mi vedrebbe in positivo di qualche migliaio di euro l'anno. Così evito discussioni, che ci sarebbero comunque a prescindere dalla ragione di una "parte" rispetto all'altra. è chiaro che a fronte di questa mia personale disponibilità pretendo un atteggiamento di consapevole riconoscenza da parte del paziente oggetto della mia liberalità, in difetto della quale non avrei esitazione a mandare il paziente ingrato e ignorante a quel paese.

Fin qui ho analizzato il caso di un ritocco gratuito ( da parte mia ) per una mastoplastica additiva in caso di assoluta mancanza di responsabilità professionale. Mettiamoci ora dalla par del paziente che si trovasse a dover scegliere tra un ritocco gratuito della sua mastoplastica additiva in caso di possibile ( o addirittura certa ) responsabilità professionale. Penso che anche in tal caso al paziente convenga non sperare tanto nella "criticità" della nostra giustizia ( processo civile soprattutto ) ormai condivisa nel nostro paese e quindi di poter ottenere attraverso un processo ( ingiusto ) un guadagno superiore al proprio danno, ma di ottenere a breve ( la durata media di un processo civile da noi è di almeno 5 anni...) il risultato estetico atteso senza dover mettere in conto oltre all'attesa data la "fiducia" che nutriamo nel nostro sistema giuridico anche il fatto di rimanere oltre che "mazziato" anche "cornuto" in caso di effettiva "ragione".


Mastoplastica additiva Info utili..

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Contenuti aggiornati da

Dr. Dauro Reale
Specialista in
chirurgia estetica e plastica

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